TARANTO, LA CITTÀ VECCHIA | Workshop Fotografia Sociale di Giulio Di Meo | 23-24 Agosto 2014

workshop di fotografia sociale a taranto con Giulio di Meo 23 e 24 Agosto 2014

Il fotografo Giulio Di Meo, in collaborazione con Witness Journal, organizza un nuovo workshop di fotografia sociale nella città vecchia di Taranto. Il corso ha l’obiettivo di guidare i partecipanti nello sviluppo di un progetto fotografico ed è rivolto a coloro che vogliono avvicinarsi ad un modo nuovo di intendere e interpretare il “reportage sociale”. Il workshop si svilupperà in un week-end, durante il quale si analizzeranno le fasi necessarie alla realizzazione di un reportage: l’idea, la pianificazione del progetto, il lavoro sul campo, l’editing e la presentazione finale del progetto.

Presentazione

“Ma il meglio della vita di Taranto vecchia è all’aperto, sulla banchina, tra la muraglia delle case e il Mar Piccolo. È uno dei posti più vivaci dell’Italia del Sud, e non saprei trovarne di paragonabili; sembra illustrare una novella orientale, di quelle dove i pesci parlano e sputano anelli preziosi. Forse perché la merce si espone e si vende con i vecchi metodi, vi è qui una vera comunione tra il porto, la gente che grida e i fondi marini. (Guido Piovene in Viaggio in Italia, Mondadori, 1957)

workshop di fotografia sociale a taranto con Giulio di Meo 23 e 24 Agosto 2014

Programma

Il corso sarà diviso tra una lezione teorica, due uscite fotografiche e due lezioni di editing, oltre allo sviluppo e realizzazione di un lavoro collettivo con le migliori foto dei partecipanti.

Date del workshop

Sabato 23 Agosto 2014 Parte teorica – ore 10:00-13:00 Uscita fotografica – ore 16:00-19:00

Domenica 24 Agosto 2014 Uscita fotografica – ore 10:00-13:00 Editing finale – ore 16:00- 19:00

Requisiti

Il workshop non richiede conoscenze fotografiche avanzate. È consigliabile che i partecipanti abbiano già affrontato, a qualsiasi livello, il tema della fotografia.

Prodotti finali: Realizzazione multimedia con il lavoro collettivo ed eventuale pubblicazione del lavoro finale su Witness Journal.

Costo del workshop: 100 €

Per iscriversi al workshop o avere informazioni:

info@giuliodimeo.it – calabresefotografia@gmail.com

Tel 3407435835

workshop di fotografia sociale a taranto con Giulio di Meo 23 e 24 Agosto 2014

Calcio di strada nella città vecchia di Taranto

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calcio di strada in città vecchia Taranto

calcio di strada in città vecchia Taranto

calcio di strada in città vecchia Taranto

calcio di strada in città vecchia Taranto

calcio di strada in città vecchia Taranto

calcio di strada in città vecchia Taranto

calcio di strada in città vecchia Taranto

Corso di fotografia “Dall’idea all’immagine” a Grottaglie (TA)

Il corso è rivolto a coloro che vogliono apprendere i fondamenti della tecnica fotografica per approcciarsi ai linguaggi della fotografia e iniziare a sviluppare una propria sintassi finalizzata alla narrazione per immagini.Le lezioni partiranno dalle nozioni tecniche di base e da una panoramica della storia della fotografia per poi focalizzarsi sullo sviluppo di un progetto per ciascun partecipante.Al termine delle lezioni verrà allestita una mostra con i progetti dei corsisti.

Ai corsisti non sono richieste particolari conoscenze tecniche e artistiche ma solo una fotocamera, reflex o compatta, digitale o analogica, con la possibilità di regolare le impostazioni in modalità manuale.
Il corso è composto da 10 lezioni frontali da 2 ore ciascuna per 20 ore complessive più due uscite fotografiche in luoghi e su temi da stabilire in itinere.
Le lezioni si svolgeranno il venerdì dalle 17 alle 19 al Castello Episcopio di Grottaglie.
La quota di partecipazione è di 100 euro.
L’iscrizione potrà essere formalizzata all’inizio o al termine della lezione del 18 Ottobre.
Per maggiori informazioni:
email: calabresefotografia@gmail.com
tel: 3407435835email: prolocogrottaglie@libero.it
tel: 3495399698

Immagine

Trapani e la Sicilia Occidentale

La città di Trapani vista dalla strada che la collega a Erice.

La città di Trapani vista dalla strada che la collega a Erice.

Ragazzini giocano a calcio tra i vicoli della Casbah.

Ragazzini giocano a calcio tra i vicoli della Casbah.

Due turisti percorrono le strade della riserva dello Zingaro. Nell'area non sono ammessi mezzi di trasporto ad eccezione dei muli.

Due turisti percorrono le strade della riserva dello Zingaro. Nell’area non sono ammessi mezzi di trasporto ad eccezione dei muli.

Il mercato del pesce di Marsala.

Il mercato del pesce di Marsala.

Case nel centro storico di Trapani.

Case nel centro storico di Trapani.

Il centro cittadino di Erice.

Il centro cittadino di Erice.

Pesce appena arrivato porto di Trapani.

Pesce appena arrivato porto di Trapani.

Operai della Marsalabotti al lavoro.

Operai della Marsalabotti al lavoro.

Una famiglia di somali nella Casbah di Mazara del Vallo.

Una famiglia di somali nella Casbah di Mazara del Vallo.

Un matrimonio a Mazara del Vallo.

Un matrimonio a Mazara del Vallo.

La vecchia tonnara di Favignana

La vecchia tonnara di Favignana

Le saline di Trapani.

Le saline di Trapani.

Turisti al castello di Erice

Turisti al castello di Erice

Manufatti di corallo.

Manufatti di corallo.

Spettatori del comizio di Beppe Grillo a Paceco.

Spettatori del comizio di Beppe Grillo a Paceco.

Porto di Trapani.

Porto di Trapani.

La vetrina di un bar di Marsala.

La vetrina di un bar di Marsala.

Gioacchino Cataldo, ultimo ràis della tonnara di Favignana.

Gioacchino Cataldo, ultimo ràis della tonnara di Favignana.

La raccolta dell'aglio rosso di Nubia.

La raccolta dell’aglio rosso di Nubia.

Un matrimonio a Mazara del Vallo.

Un matrimonio a Mazara del Vallo.

Una cava di tufo trasformata in giardino nell'isola di Favignana.

Tranci di tonno al mercato di Marsala.

Tranci di tonno al mercato di Marsala.

Due ragazzi chiacchierano sul belvedere che si trova sulla strada per Erice.

Due ragazzi chiacchierano sul belvedere che si trova sulla strada per Erice.

Un lavoratore della bottega Rossocorallo del maestro corallaio Platimiro Fiorenza.

Un lavoratore della bottega Rossocorallo del maestro corallaio Platimiro Fiorenza.

Le saline di Trapani.

Le saline di Trapani.

Un matrimonio a Mazara del Vallo.

Un matrimonio a Mazara del Vallo.

Un turista osserva la grotta dell'Uzzo, nella riserva dello Zingaro.

Un turista osserva la grotta dell’Uzzo, nella riserva dello Zingaro.

Donne chiacchierano nella chiesa di Paceco.

Donne chiacchierano nella chiesa di Paceco.

Un giovane pescatore di origini tunisine su una paranza.

Un giovane pescatore di origini tunisine su una paranza.

Il lungomare e il porto di Trapani.

Il lungomare e il porto di Trapani.

San Cataldo: tra sacro e profano

La leggenda narra che Cataldo, di ritorno dalla Terra Santa, si sia imbattuto in una tempesta nei pressi del Golfo di Taranto e abbia fermato l’impeto delle onde gettando in mare il suo anello. In quel punto del Mar Grande, da quel momento, sgorgano sorgenti di acqua dolce.

Placate le divinità marine, il vescovo irlandese procedette all’evangelizzazione dell’entroterra. Qualche secolo dopo i tarantini lo scelsero come patrono della città.

L’otto Maggio hanno inizio i festeggiamenti in onore di San Cataldo: decine di imbarcazioni, yatch e paranze, motoscafi e piccole barche di legno sgomitano in scia della grande nave sulla quale è imbarcata la statua del Santo e, al culmine della cerimonia,  viene rinnovata la benedizione ai lavoratori del mare. Fino al dieci Maggio, quando la statua del Santo viene portata in processione verso la città nuova, le strade del borgo antico sono invase da ogni tipo di bancarelle.
La predilezione del Santo patrono di Taranto per i forestieri e la cecità di chi si è occupato della cosa pubblica hanno attratto sulle coste ioniche sfruttatori senza scrupoli, che hanno compromesso l’ambiente e condannato alla disoccupazione migliaia di tarantini, che ora, per guadagnarsi la giornata, si improvvisano paninari o venditori di cianfrusaglie accanto agli ambulanti di professione e ai giostrai.
Un banchetto all’interno della Cattedrale distribuisce il merchandise ufficiale del Santo: è possibile acquistare la riproduzione di Cataldo sotto forma di statua (in diversi formati), spilletta e cartolina.

Vagando per i vicoli dell’isola, tra le vecchie botteghe degli artigiani e i nuovi negozi e locali notturni dei giovani che hanno scelto di investire nel borgo antico, è possibile udire voci dall’accento straniero che timidamente si fanno spazio tra le urla in dialetto locale.

Le celebrazioni in onore di San Cataldo si concludono con i fuochi d’artificio, che nonostante la tradizionale polemica scaturita ai paragoni con lo spettacolo pirotecnico delle precedenti edizioni, tiene con gli occhi rivolti verso l’alto migliaia di persone su entrambe le sponde del canale navigabile.

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La madonna di Fatima del mar Piccolo

Viste in controluce, le croci e le urne, che sull’orizzonte del Mar Piccolo pare si sovrappongano alle ciminiere, sembrano alludere ad un cimitero.
Avvicinandosi, con la complicità passiva degli ormai muti cani messi a guardia dei container dai pescatori e mitilicoltori che lavoravano nella zona, e superato un cigolante cancello di legno verde ci si trova davanti ad un’iscrizione che ci informa che ci troviamo nella “Piccola chiesetta a cielo aperto in onore della Santissima Madonna di Fatima del Mar Piccolo – Taranto”. La “chiesetta” vorrebbe essere un luogo di ritrovo spirituale per chi, ogni giorno, vive e si procura da vivere grazie al mare: in una vetrinetta si possono trovare dei libri sacri, e più in là c’è anche un altare, che dà le spalle, forse di proposito, alla grande fabbrica che sbuffa minacciosa sullo sfondo colorato dall’ultimo sole.

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